Campagna Ufficiale Regionali Marche 2025
E’ nuovamente mattina nelle MARCHE .
Sociale
Perché una città torni davvero a funzionare, è necessario avviare un processo di crescita e di sviluppo sociale in cui il cittadino si senta accompagnato e non abbandonato a sé stesso.
Un territorio può crescere soltanto se le persone riscoprono il senso di appartenenza alla comunità: un’appartenenza che non si fondi solo sulla tradizione, ma anche sulla fiducia nei servizi pubblici e nella certezza di un riscontro concreto da parte delle istituzioni regionali e comunali, in tutte le reti sociali.
Affinché questo processo di crescita diventi realtà, occorre rafforzare i servizi pubblici esistenti e crearne di nuovi:
• Canali di ascolto per i cittadini, sia telematici che fisici, dove ciascuno possa esprimere i propri disagi e tornare protagonista della vita politica, con la consapevolezza che la sua voce conta davvero.
• Sostegno e valorizzazione delle organizzazioni locali e giovanili, non più considerate solo come palcoscenico o concesso “per contentino”, ma riconosciute come motore di cultura, progresso, solidarietà e inclusione. In questo quadro, vanno promossi appuntamenti culturali settimanali e itineranti, accessibili a tutti e organizzati in collaborazione tra istituzioni, associazioni e singoli cittadini.
• Incontri multiculturali, per favorire l’integrazione, ascoltare i disagi delle comunità straniere e accogliere le loro proposte. Perché lo straniero non è un “di troppo”, ma una risorsa di uguaglianza, crescita e arricchimento reciproco.
• Luoghi di dialogo per lavoratori e datori di lavoro, spazi dedicati in cui non prevalga la logica dello scontro, ma quella della collaborazione: due realtà che non devono più combattersi, ma riconoscersi come indispensabili l’una all’altra.
• Istruzione come strumento di ascolto e crescita giovanile: la scuola deve diventare il primo luogo in cui i disagi dei ragazzi vengono compresi e affrontati insieme, attraverso momenti collettivi di ascolto, comunicazione e condivisione. Vanno promossi incontri con professionisti del lavoro e docenti universitari per aiutare i giovani a guardare al futuro con fiducia, senza pensare che studio e lavoro siano un peso. Finita la scuola non finisce la vita né il divertimento, anzi: è l’inizio delle possibilità. È fondamentale superare lo stigma secondo cui chi non studia sarebbe meno intelligente di chi studia: studio e lavoro non devono farsi la guerra, ma camminare insieme
Sicurezza
La sicurezza va di pari passo con il sociale: se c’è crescita socio-culturale, integrazione, inclusione, sviluppo, dignità lavorativa e ascolto dei bisogni e dei disagi del cittadino, il lavoro delle forze dell’ordine diventa pressoché inutile.
La mia proposta per la sicurezza è chiara: NO alla repressione, SÌ all’ascolto di tutti i cittadini, senza lasciare indietro nessuno.
Se la criminalità è una ferita sociale, la repressione non è una cura: è solo una fasciatura provvisoria che si slaccia subito. La vera prevenzione nasce dall’ascolto, dall’integrazione e dalla garanzia di una dignità lavorativa per una vita degna.
L’ascolto, la comprensione e il dialogo sono i veri punti di sutura, quelli che aiutano la ferita a cicatrizzare e restituiscono forza e sicurezza alla comunità.
È necessario, tuttavia, che il carcere non diventi il luogo di “specializzazione” della criminalità, né rimanga soltanto un luogo di detenzione. Il carcere deve essere ascolto, reintegro e rieducazione: un percorso che offra l’apprendimento di una via alternativa, seria e sicura, con incentivi e tutele per le aziende che scelgono di dare una seconda possibilità a chi vuole ricostruirsi la vita.
Per fare tutto questo serve un forte sostegno regionale. Io sono pronta a metterci la faccia
Istruzione
Quando si parla di rinascita di una Regione, spesso la si associa alla sola ripresa economica. Ma senza un solido processo culturale e una cittadinanza consapevole, nessuna crescita economica può essere duratura. Le Marche e Fermo devono tornare ad essere quel cuore pulsante della cultura che le ha contraddistinte nel Rinascimento.
Per realizzare questo obiettivo è necessario:
Potenziamento delle scuole pubbliche, con strutture moderne ed efficienti.
Dialogo costante tra genitori e insegnanti, supportato da sportelli qualificati e da un servizio di consulenza psicologica stabile, indipendente e a disposizione degli studenti.
Valorizzazione della creatività e dell’estro dei giovani, come strumenti di crescita personale e sociale.
Introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, con personale formato, per accompagnare i ragazzi nelle fasi più delicate della loro vita, aiutandoli a conoscere sé stessi e a rispettare gli altri.
Giornate scolastiche multidisciplinari dedicate al cambiamento climatico, in cui ogni disciplina mostri quali strumenti può offrire per affrontarne le cause e le conseguenze.
Promozione dell’integrazione e della multiculturalità, come antidoto all’odio e in linea con i valori dell’Unione Europea.
La scuola deve essere inclusione vera: non solo durante il percorso scolastico, ma anche dopo. Troppo spesso i ragazzi disabili, una volta terminati gli studi, restano isolati, affidati unicamente ai genitori.
Dobbiamo costruire un sistema che accompagni davvero i più fragili verso l’autonomia e la piena partecipazione sociale.
La mia visione è chiara: la scuola non è solo formazione, ma il motore della rinascita culturale, sociale ed economica delle Marche.
Da qui deve partire la vera crescita della nostra comunità.
Formazione
Incentivare le assunzioni: come? La formazione dei neo-assunti non graverà più sul datore di lavoro o sull’imprenditore: sarà la Regione a farsene carico. I giovani entreranno in azienda con un contratto di apprendistato, che tutela sia l’apprendista che il datore di lavoro. Per tutta la durata del contratto, l’apprendista sarà affiancato da una figura competente incaricata di seguirlo seriamente passo dopo passo. Ogni sei mesi saranno previste valutazioni trasparenti, firmate da entrambe le parti, per certificare le competenze acquisite. In caso di esito non positivo, verranno attivati percorsi correttivi mirati allo sviluppo delle competenze. Al termine dei due anni di apprendistato, dopo quattro valutazioni effettuate da personale qualificato e indipendente. Tutto questo avverrà sotto la tutela imprescindibile dei sindacati. Per incentivare i datori di lavoro a intraprendere questo percorso, la Regione riconoscerà bonus per ogni neo-assunto.
Turismo e Impresa
Turismo e impresa: le aree interne delle Marche sono la nostra identità: borghi, montagne, tradizioni, comunità. Ma oggi rischiano lo spopolamento e l’abbandono. Troppi servizi chiusi, strade difficili, giovani costretti ad andar via. Io dico basta! Chi vive nei piccoli centri deve avere gli stessi diritti di chi vive in città: -sanità vicina -scuole e trasporti garantiti -connessione veloce per lavorare e studiare Le aree interne devono tornare a vivere: -con incentivi alle imprese -turismo sostenibile -valorizzazione dell’agricoltura e dell’artigianato -tutela del territorio perché senza ambiente non c’è futuro Le aree interne non sono periferia, sono il cuore pulsante delle Marche. E io sono pronta a difendere e a rilanciare perché restino vive, forti e protagoniste del nostro domani.
Sanità
Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, il sistema sanitario ha mostrato gravi criticità: liste d’attesa interminabili, carenza di risorse, popolazione sempre più anziana, aumento delle cronicità e mancanza di un vero governo della domanda e dell’offerta sanitaria.
Problemi principali:
1. Nessun controllo sull’offerta e sulla domanda sanitaria.
2. Troppe richieste inappropriate che rallentano l’accesso ai servizi.
3. Popolazione più anziana e fragilità crescenti.
4. Patologie cronico-degenerative in aumento.
5. Carenza di personale e tecnologie.
Proposte:
• Governo della domanda: équipe multidisciplinari (MMG, specialisti, infermieri, sindacati) con software dedicati per valutare le richieste ed evitare abusi.
• Governo dell’offerta: CUP più efficiente, capace di rispondere in tempi rapidi e concreti.
• Potenziare le Case di Comunità:
• Spoke a bassa complessità, per orientamento, gestione delle cronicità e ambulatori.
• Hub ad alta complessità, attivi H12, con diagnostica (TAC, risonanze) e servizi integrati, inclusi ospedali di comunità, hospice e strutture socio-sanitarie.
• Incremento delle risorse umane e sviluppo della telemedicina con personale formato e stabile.
• Trasparenza e serietà nelle AST per contratti e bandi, così da garantire stabilità ai lavoratori, rafforzare la sanità locale, ridurre la fuga di cervelli e favorire investimenti sul territorio.
Le Marche delle donne tra lavoro precario, natalità e violenza di genere
Se è vero che l’occupazione femminile nelle Marche è aumentata dello 0,9% rispetto al 2023, arrivando al 61,6%, è altrettanto vero che rimane comunque circa 13 punti percentuali sotto a quella maschile. Per avere il quadro completo della situazione bisogna quindi analizzare bene questi dati, perché a un aumento dell’occupazione non corrisponde una reale stabilità contrattuale né pari opportunità di carriera per le donne marchigiane. Le marchigiane, infatti, sono impiegate soprattutto nei servizi, nel commercio e nel turismo, con contratti più precari e meno retribuiti. Questi dati si riflettono anche sul crollo della natalità e sul conseguente invecchiamento della popolazione: chi diventa madre incontra grandi difficoltà a conciliare famiglia e lavoro, con un calo significativo dell’occupazione femminile. Inoltre, i grandi anziani fragili, non potendo contare sull’aiuto delle istituzioni e delle strutture – ancora inadatte e troppo costose – vengono spesso accuditi dalle stesse donne, costrette a rinunciare al posto di lavoro e allo stipendio, non potendosi permettere neanche una badante. Di fondamentale importanza, quando parliamo di donne, è il discorso sulla violenza di genere. Nel solo 2024 le marchigiane che si sono rivolte ai centri antiviolenza sono state 748, con una media di 2 al giorno, mentre le vittime di femminicidio sono state 5. Numeri che di anno in anno continuano a crescere e a fare paura. Le mie proposte sono: tutele sindacali regionali e statali contrattuali per le donne, garantire tutele maggiori alle donne madri incentivando di conseguenza le famiglie a fare figli che non siano semplice carne da macello di un mondo precario ma che siano nuove generazioni frutto di un evoluzione sociale e culturale che avrà il proprio epicentro nell’educazione, altro tema su cui combatterò. Le mie proposte sono: -incentivi per il lavoro e la parità: credo che le aziende vadano sostenute quando creano un equilibrio vero, che non pensa da una parte per lasciare vuoti e lacune da un’altra: 50% di uomini e 50% di donne con stessi contratti e tutele. Non voglio incentivi a pioggia che creino ambiguità, distorsioni e che fomentino il già esistente odio di genere. Voglio premiare chi assume donne e uomini in egual misura, assicurando loro tutele contrattuali e salariali per garantire una vita libera e mai più precaria, perché se il proprio lavoro viene premiato, si è incentivati a far meglio e a fare di più, non solo per sé stessi, ma anche per la comunità intera. -congedo di paternità forte quanto quello materno: voglio che il padre abbia lo stesso diritto della madre a stare con il figlio. Per questo propongo un congedo rafforzato e integrato, così la cura dei bambini diventa davvero una responsabilità condivisa e un percorso genitoriale consapevole, e non un onere estenuante. -ad oggi, al rientro a lavoro dal congedo di maternità, molte madri subiscono forti pressioni, mobbing e discriminazioni, con il solo scopo di farle dimettere. Io voglio istituire figure indipendenti alle aziende che vigilino sui casi di mobbing e creare un canale anonimo di segnalazione: nessuna donna sarà mai più sola. -per conciliare lavoro e vita privata c’è bisogno che le Marche applichino la già esistente normativa nazionale contenuta nella Legge 6 dicembre 1971 n. 1044, che incentiva la creazione di creazione di servizi per la prima infanzia all’interno delle aziende, come gli asili nido aziendali. Il mio obiettivo sarà quello di far impegnare la regione ad applicare questa normativa. -io non dimentico chi lavora con Partita IVA: estetiste, artigiane, freelance, professioniste. Anche loro hanno diritto a vivere la maternità con dignità. Per questo voglio: 1. un’indennità integrativa che si aggiunga a quella nazionale 2. la sospensione dei tributi regionali durante la maternità 3. voucher dedicati per i servizi di cura 4. spazi di coworking con aree per l’infanzia Tutte queste misure hanno anche un altro obiettivo, che è quello di dare alle famiglie la libertà di scegliere di avere figli senza sentirsi penalizzate. Se non sosteniamo i genitori oggi ne pagheremo le conseguenze domani, rischiando di avere una società sempre più fragile e povera di futuro.
